Credere giovane - Una fede sotto inchiesta, ma viva
Il camposcuola giovanissimi di quest’anno si è svolto a Roma, dove abbiamo potuto vedere ciò che è rimasto della storia di un popolo che ha dettato i dogmi su cui si basa la società ancora oggi.
Riscoprire, da adulti, il dono che ci rende figli
Abitate il Battesimo!: un'esortazione un po' insolita, quella che ci ha rivolto il vescovo Claudio all'Assemblea diocesana del 5 ottobre scorso, in Duomo a Padova, per tracciare il cammino dell'anno pastorale da poco iniziato.
In un mondo soggetto a profonde trasformazioni, anche la Chiesa e i cristiani vengono trascinati dal turbine del cambiamento, che può generare paura, reazioni sulla difensiva o diffusa indifferenza. Al contrario, l'invito del Vescovo alle nostre comunità parrocchiali è di riscoprire ciò che, come credenti, ci rende capaci di affrontare il presente con freschezza e maturità: il dono del Battesimo, cioè l'unione della nostra vita con quella del Signore Gesù, l'esperienza di essere figli amati.
E se a servire in Parrocchia fosse l’intera Comunità in tutti i suoi membri?
Mi piace pensare alla vita della Parrocchia come a quella di una grande Famiglia, che ha tante particolarità, quanti sono i suoi parrocchiani.
E come in ogni casa, ci sono mille servizi da seguire, perché la famiglia possa reggersi e crescere nell’Amore. Dio, nostro, Padre, vivo in mezzo a noi, è sempre all’opera nella nostra Famiglia parrocchiale, con i doni del suo Spirito, ma ha bisogno della collaborazione di tutti i suoi figli.
E' urgente educare oggi… specie nell'era digitale
Il Gruppo in Dialogo sta promuovendo, con il desiderio di coinvolgere la nostra comunità, alcune riflessioni sul tema dell’educare i nostri ragazzi.
Partendo dalla lettura di alcuni testi di autori contemporanei si stanno sviluppando considerazioni e ragionamenti sull’urgenza dell’educare nel senso dell’accompagnare, non delegando, ma facendo tutti la propria parte in una sorta di alleanza educativa dove ognuno può ritrovarsi libero e insieme accompagnato e accolto nella sua ricchezza umana.
E’ necessario in questo mare di opportunità fornite dalla “rete” saper cogliere le provocazioni per trovare le giuste risposte, adottare una sorta di presidio atto a vigilare per indirizzare verso scelte consapevoli che siano comunque frutto di un ragionamento.
Roma 2019 - Campo scuola giovanissimi
Anche quest’anno, come negli scorsi, l’esperienza del campo scuola è stata assolutamente positiva e come sempre ha avuto ottimi riscontri da parte di tutti i partecipanti.
Questo campo scuola, però, è stato diverso dai soliti: infatti, abbiamo trascorso una meravigliosa settimana a Roma e non in montagna come di consueto. Tra i monumenti e le bellezze romane abbiamo avuto l’occasione di ripercorrere la nostra storia come italiani e soprattutto come cristiani. Così, tramite una serie di esperienze significative, ci siamo potuti interrogare su noi stessi, sulla nostra fede e sulla società attuale, frutto, per l’appunto, di un determinato passato.
Qualche parola ai lettori… e non solo
La mia riflessione è un invito, già condiviso nella riunione del Consiglio Pastorale, a dare uno sguardo al gruppo Lettori, non certo per puntare il dito contro qualcuno, ma per riconoscere la fatica della fedeltà e del rinnovamento.
Siamo convinti della bontà e della necessità del servizio che svolgiamo. Resta comunque, il disagio e, diciamolo pure, l'amarezza di constatare che l'età media dei Lettori tende ad innalzarsi sempre più e, a fronte di qualche lodevole eccezione, nel gruppo vorremmo che ci fossero anche i giovani.
Perché lavorare assieme?
Durante l’inverno ti ritrovi con un gruppetto sparuto di adolescenti che si presenta per le attività dei gruppi parrocchiali, ACR, Gruppo Giovanissimi, Gruppo Giovani. Ti piacerebbe coinvolgere qualcun altro, ma nonostante gli appelli, non si presenta nessuno.
Appena nell’aria, intorno ad aprile maggio, si sente pronunciare la parola Grest un esercito di adolescenti si presenta alla porta del centro parrocchiale. Mi sono sempre chiesto: cos’è che li attira tanto? Cos’ha il Grest rispetto alle altre offerte che facciamo durante l’anno che non riescono ad avere? Credo non sia facile trovarne una motivazione esclusiva, ma fatto sta che una delle cose più belle al Grest è il clima di entusiasmo e lo spirito di gruppo che si crea tra animatori. Stare assieme per tante ore per due settimane (senza contare quelle di preparazione prima) è un’ esperienza totalizzante. Al ritorno a casa dei bambini e dopo aver fatto un bel briefing sulla mattinata tu pensi che si riposino e, invece, eccoli scatenati a giocare a beach volley, a pallone, a carte... insomma a vivere il patronato.